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La poca comprensione dei fatti

Ciao a tutti. faccio alcune piccole premesse, ho già scritto in questa chat diverse volte accennando alla mia storia e, in qualche modo mi conoscete già. Ora vorrei scriverla tutta, spero di essere obiettiva e non dare false impressioni. Conosco S. vent’anni fa circa e ci mettiamo assieme (adesso io ho 46 anni, allora ne avevo 23). Io provengo da una famiglia molto complicata: ho perso il padre che avevo sei anni, mia madre si è risposata e ha avuto un altro figlio. ho pagato a duro prezzo tutto questo perchè la famiglia di mio padre non gliel’ha mai perdonata e mi hanno messa sempre in mezzo.

Ho portato dentro di me molto dolore per anni. S. si dimostra un ragazzo a posto e con la testa sulle spalle. Ha qualche abitudine che non condivido, come guardare film porno e alzare un po’il gomito, ma ero giovane e forse anche un po’ bacchettona. Io mi laureo, lui si laurea e andiamo a vivere assieme, ma litighiamo sempre. Fuggo da lui e, senza un soldo e piena di sensi di colpa mi cerco una casa da sola – ne ho bisogno. Non ho mai avuto nemmeno una stanza tutta per me. Lui comincia a dare i numeri, si arrabbia, ma devo ammetterlo mi aiuta spesso sia emotivamente che economicamente.

Passano alcuni anni, io cerco una collocazione nel mondo e inizio a scrivere a dipingere ma lui dice che perdo tempo, che devo lavorare non va bene così. In sintesi non stiamo assieme ma tutti ci percepiscono come fidanzati. poi conosco A., amico di amici comuni. per la prima volta nella mia vita, mi sento protetta, compresa, capita. Insomma tutte quelle ciarabattole che amano le donne – o che molti gli mettono in testa che dovrebbero amarle-. E’ bello, alto, musicista, colto e, soprattutto garbato. non è come S.. non guarda film di pessimo gusto, è timido e gentile. Assieme andiamo al cinema e ci capiamo. ci innamoriamo, così credo. con amici comuni facciamo un viaggio dall’altra parte del mondo. non ero mai andata cosi lontana, ma con lui mi sento al sicuro.

S. mi dice di andare, di non preoccuparmi, tra me e lui c’è una forte, profonda amicizia. torniamo dal viaggio. A. ama il mio gatto, ama la mia casa, ama i miei libri, mi incita a scrivere e a dipingere, mi dice che sono brava che gli sembra di vedere le storie di Gogol. Io non so nemmeno chi cavolo sia Gogol. mi sento molto ignorante. lui che a due esami dalla laurea ha abbandonato. Dicono che abbia abbandonato per una delusione amorosa. In sostanza quando io mi laureavo lui scopriva da amici comuni (i soliti amici) che la sua ex ragazza si stava sposando con un altro- e ricco per di più-. mi spiace per lui, ne sono addolorata.

Lo percepisco solo e depresso. voglio aiutarlo, voglio amarlo. poi cambiano le cose. comincia a venire a casa mia, ma con sguardo strano. Io non capisco non sono avvezza a questi cambi repentini. mi dice dopo circa sei mesi che ama un’altra. Mi propone di uscire con gli amici, di rimanere amici io e lui e che vuole farmela conoscere. non accetto. Il mio subconscio non accetta questa realtà. piango la notte, mi deprimo. comincio a non lavora come dovrei. Non studio per un importante concorso. e a volte bevo. Mia madre mi maltratta e suo marito non mi parla. Mi sento sola. S. viene a trovarmi, non sa in che casino mi sono messa. poi A. ritorna.

Di questa ragazza non ne so più nulla, pare che alla fine non sia successo niente, una mia amica mi dice “Secondo me si è inventato tutto.”. facciamo un altro viaggio, e poi un alro ancora. i nostri amici, che lo sopportano poco, non vogliono più uscire con noi. C’è un terzo amico, V. che ci prova con me. ci prova nel vero senso della parola, m io dico di no. e così A. non capisce, pensa che non ci vogliono perchè siamo noi due, in realtà V. che comanda spesso e volentieri credo ce l’abbia un po’ con me. Facciamo un altro viaggio, ma io sono gelosa. litighiamo – questa volta ci sono altri amici e una ragazza. la sento ostile, mi sento abbandonata. piango la notte, soffro il cambiamento d’aria o forse il jet lag. Quando torniamo io e A. litighiamo. mi dice che sono “pazza” io prendo un bicchiere e lo scaravento contro un muro di casa sua.

Mando in frantumi un poster che avevo disegnato io appeso a casa sua. me ne vado. la mia amica del momento (ora scomparsa da quando ha il fidanzato), mi porta dalla cartomante. e poi dallo psicologo. mi sento male ho sempre la febbre. S. mi telefona e non sa nulla. poi dopo tre mesi A. ritorna. ritorna a capodanno quando dobbiamo organizzare una cena. la cena è a casa di S. e A. mi chiede perchè non è stato invitato. sono stupita dal fatto che non capisca il perchè. Facciamo la festa e ricominciamo a frequentarci. lui mi dice: voglio vederti, ma non ti amo” naturalmente dopo sei anni che ci vediamo non gli credo.

Gli chiedo dove è la famosa ragazza. dice che non la vede. ci vediamo ancora per molti mesi. al sabato sera, alla domenica. di colpo mi rendo conto che non è cosi solo come sembra, che a essere sola sono io. non dipingo più, non scrivo più. al lavoro litigo con tutti. litigo con i miei parenti, forse mi riavvicino a mia madre, ma è solo un’illusione. la ma vita è allo sbando. S.  è li. con i suoi filmini porno ma è li. A. mi faceva vedere dei film tutti d’autore in generale quentin tarantino è il suo preferito. Cosi come gli horror in genere.Forse i film porno sono meglio a questo punto. Mi dice anche che non ho spina dorsale, che se avesse saputo come ero veramente non mi avrebbe mai frequentata. inizia a frequentare ex amici del liceo, lo scopro da Facebook.

Nessuno sa di me, nessuno vuole più andare in vacanza con me. Tutti pensano che sia una pazza, che mi sia inventata tutto e mi sento molto sola. bevo a volte, un po’ fumo, piango spesso. piango da sola, la notte. Mi manca la sua dolcezza, quella delicatezza d’animo, quelle parole. Mi sento in colpa con S. non ho obiettivi ne vita. non ho più niente. A giugno gli chiedo cosa c’è che non va. cosa ne dici se facciamo di nuovo un altro viaggio: mi risponde che ” la ragazza che mi piace, mi ha bloccato su Facebook”. mi viene da ridere. quest’altra c’è e c’è sempre stata e la pazza sono io. M; chiede di continuare a vederci, mi dice “come trombamici”. una piccola luce di dignità mi dice di rispondergli di no. Su Facebook le sue foto, numerose con vari amici. amici dello sport, amici della palestra, miei amici che non vedo più, amici di infanzia, amici del liceo e molte, moltissime amiche. e io non ho risorse. S. mano a mano si è allontanato. Non lo vedo quasi più. ho pianto anche per lui, perchè ero troppo giovane e avevo voglia di vivere. Vorrei abbracciarlo e dirgli adesso sono qui, ma so che non è giusto e sarebbe una menzogna. mi chiedo perchè A:, ha voluto amarmi un pò e poi dimenticarsene.

da: Bà

2 Commenti

  1. Che storia! Ci si potrebbe scrive un libro!

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