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Quando un incubo diventa realtà

Che sensazione tremenda. Mi sembra di vivere un incubo, di quelli che fai quando mangi troppo e trascorri la notte tra dormiveglia e sogni incomprensibili, popolati però da volti di persone care. In questi casi, mi capita spesso di sognare persone importanti per me, nella maggior parte dei casi la persona che amo, con le quali non riesco a comunicare, per qualche motivo. Non l’avrei mai pensato ma sta succedendo proprio questo. Ed è la realtà. E non ho neppure mangiato troppo, poiché non ho quasi più appetito. Non sento più sapori né odori, come nei sogni, e vivo del ricordo di quelli senza però averne la percezione olfattiva. Non riesco a comunicare con quella persona, dicevo, e la ragione per cui non ci riesco non è perché non trovo il telefono o non ricordo il numero da comporre, ma perché parlo, cerco di spiegare le mie ragioni in italiano corretto esprimendomi nella maniera più chiara e sintetica possibile, senza però essere compresa. Grido le mie ragioni senza ricevere risposta, se non una frase breve, sempre la stessa, che sembra venire da una segreteria telefonica: “Mi manchi, non è vero che non mi interessa nulla di te!” “Mi manchi, non è vero che non mi interessa nulla di te!” “Mi manchi, non è vero che non mi interessa nulla di te!” “Mi manchi, non è vero che non mi interessa nulla di te!” E più imploro un gesto, un segno tangibile della veridicità di queste parole, più le mia richiesta mi ritorna indietro come una eco che si è perduta in una distesa infinita di canyon. Questa distesa deserta è la mia cassa toracica vuota, rinsecchita, senza cuore né polmoni, fatta solo di protuberanze aride e spigolose. I canyon della sofferenza, gli stessi che avremmo dovuto guardare insieme camminandoci attraverso, tenendoci per mano e promettendoci amore eterno. O meglio, questo è quello che avevo immaginato IO solamente. La cosa più brutta è che ero sicura che questi giorni di lontananza ti avrebbero definitivamente riavvicinato a me, che la mia mancanza ti avrebbe spinto a gesti colmi d’amore che ci avrebbero uniti per sempre, senza più dubbi o reticenze da parte di entrambi. In qualche modo, fino a due settimane fa, ero certa del tuo amore, credevo solo che andasse stimolato. Ed invece mi sbagliavo e tutte le mie paure sono diventate realtà. Non hai agito, sei rimasto fermo, non hai più parlato, ti sei trasformato in un automa senza cuore che dice di volermi bene ma che non fa nulla per riabbracciarmi, per stare con me. Per sempre. Ed io mi dispero perché penso che sia colpa mia; forse non mi sono spiegata bene, forse avrei dovuto dirti per filo e per segno cosa si fa in questi casi, come ci si comporta quando si ama qualcuno e non lo si vuole perdere. Ma poi mi rendo conto che dire ad una persona cosa deve fare per dimostrare il suo amore è una contraddizione in termini. L’amore quando c’è esplode. Quando non c’è lascia solo silenzio, ed io devo arrendermi a questa realtà, una realtà che per me è ancora un incubo dal quale spero di uscire presto.

da: Michela

 

3 Commenti

  1. L’amore quando c’è esplode…hai perfettamente ragione. Non si può spiegare come ci si deve comportare in amore, è un controsenso. L’amore è istintivo, dolce, forte, e quando manca o si è affievolito diventa inaccessibile.
    Dalle tue parole si comprende tutto il tuo dolore e forse adesso non puoi far meno di stare male. Questo periodo di festa accende ancora di più la mancanza di una persona cara.
    Vivi il tuo dolore, elaboralo e lentamente escine fuori. Meriti gioia e felicità ed a volte bisogna cadere in basso ed avere la forza di rinascere per trovare di nuovo la felicità!

  2. Fatti forza Michela, quello che stai vivendo è troppo stressante e ne sta risentendo tutta te stessa. Devi trovare la forza di reagire. Per rinascere alla fine di un amore bisogna attraversare, vivere sulla propria pelle tutta questa sofferenza ma credimi, ne uscirai più forte, migliore e più sicura delle tua scelte future.

  3. La questione interessante su cui ragionavamo era che proprio da quegli eventi, molto spesso, nascono infinite opportunità di crescita e sviluppo. Infatti esaminandole con il “senno di poi” quelle circostanze, che abbiamo valutato come spiacevoli, talvolta disastrose, e che ci hanno fatto soffrire, si sono rivelate a distanza di qualche tempo utili, se non addirittura fondamentali.

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