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La Resilienza ed i cavalli sbagliati

Oggi vi parlerò di un concetto noto in psicologia come “resilienza”. La resilienza viene definita come “la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà”.
Purtroppo sono stato lasciato dalla mia ragazza qualche mese fa dopo parecchi anni di relazione.
Non sono un tipo che si lascia troppo andare a momenti di sconforto e se lo fa cerca sempre una soluzione per uscirne o comunque per reagire.
Cosa faccio dunque? Tutto quello che alcuni fanno nella mia stessa situazione ma che molti, troppi non fanno: mi do da fare per ricostruirmi una vita.
Faccio sport, mi dedico alle mie tante passioni, conosco un sacco di gente nuova, viaggio un pochino, coltivo di più le mie amicizie storiche (ci tengo a precisare che non ho mai smesso di coltivarle nemmeno quando ero fidanzato, do tantissimo valore all’amicizia sia tra uomini sia con donne).
Risultato? Un senso di solitudine immenso.
La mia ex, persona che non ha mai dato troppo peso alle sue amicizie, un individuo che sosteneva che io ero eccessivamente premuroso verso i miei amici, una donna che ha sempre avuto difficoltà a socializzare se non con poche persone, ha conservato tutti gli amici che avevamo in comune, forse ha conosciuto qualche persona nuova ma soprattutto non ha problemi ad uscire.
Io che parlo perfino con i muri, persona che non ha mai fatto distinzioni di sesso, classe sociale, cultura, età (ho amici dai 25 anni fino ai 52), ecc., mi ritrovo a dovermi fare un mazzo così per organizzare e trovare persone con cui uscire.
I miei amici storici (quelli solo miei non suoi), pseudo dileguati: chi lavora troppo e non ha tempo né voglia di uscire, chi ha una relazione (peraltro abbastanza insoddisfacente secondo la loro opinione non la mia), chi sta rintanato in casa perché è troppo chiuso con il mondo, chi chiama quando gli conviene e così via.
Insomma ho decisamente puntato sui cavalli sbagliati.
Anche in questo caso non mi sono perso d’animo però: ho trovato persone nuove con cui uscire e spesso ho invitato gli amici storici a venire con me.
La cosa divertente? Molto spesso, pur essendo la maggior parte dei miei amici ed amiche storiche single, non sono quasi mai (tranne in due occasioni e solo due di loro) venuti con me nonostante esca con un sacco di persone nuove (uomini e donne) single anche loro!
Preferiscono crogiolarsi nella loro solitudine o nei loro giri sempre uguali e senza sbocchi e ciò sarebbe pure legittimo se a volte non si lamentassero con me della loro condizione!
Morale della favola? Solitudine perché costretto ad uscire con persone nuove (con le quali non ho confidenza e chissà se ne avrò mai) alle quali devo chiedere spesso di aggregarmi (non sono sempre gruppi sono a volte persone singole che di volta in volta mi introducono in vari giri). Rabbia perché la mia ex, come sempre senza il minimo sforzo, ha compagnia e confidenti.
Ultima nota: i miei amici storici chiamano eh. Abbastanza spesso, diciamo più volte alla settimana (non tutti ma i principali sì). Chiamano appunto. Di uscire manco l’ombra, di compagnia nemmeno.
Ecco, io ho dimostrato parecchia resilienza in questa situazione, ma sta per finire.

da: Natale

9 Commenti

  1. intanto , benché i cavalli siano delle brutte persone , le persone NON SONO CAVALLI, salvo il sig. Roberto Cavalli che non è un cavallo ma un Cavalli! Secondo poi , porcoddue, saranno liberi di fare il cazzo che vogliono i tuoi cavalli …ehm.. i tuoi amici! Ad una certa età succede che alcuni si rintanino , si sposino, si zerbinino : è la vita . Se da un lato fai bene a frequentare nuovi ambienti dall’altro NON LA MENARE col fatto che non hai confidenza con i nuovi amici è normale e cerca di goderti i momenti che passi con gli amici storici, anche se sono pochi. E cerca di goderti la tua stessa compagnia che , in fin dei conti , è l’unica che avrai sempre ed incondizionatamente

    • Fammi capire: l’ho menata semplicemente per il fatto che mi dà fastidio che la gente prima si faccia i cazzi suoi e poi si venga a lamentare perché è sola, è single e lavora troppo ecc.?
      Tutti sono liberi di fare quello che cavolo vogliono semplicemente però non voglio che si vengano a lamentare con me dei loro problemi o che io venga accusato (perché è capitato) di non essermi fatto sentire semplicemente perché stanco di continue chiacchiere al telefono non accompagnate manco da un caffè.
      Sinceramente non capisco questa tua aggressività però dai va bene così probabilmente è il tuo modo di esprimerti. Grazie ugualmente per la tua opinione.

      • Natale, dovresti vedermi quando sono davvero aggressivo.
        Ad ogni modo, lasciami argomentare un attimo la precedente risposta:
        A) l’espressione “puntare sui cavalli sbagliati” ,riferita a quelli che tu definisci amici, mi fa girare le palle. C’è intrinseco un degradante senso di tornaconto personale che non ha niente a che vedere con il disinteresse proprio di quella che ritengo una delle poche forme di “amore” ancora valide. Questo mi porta al punto B) Gli Amici si accettano per quello che sono e per il tempo che possono dedicarci in condizioni normali. Sai quale ritengo sia il discriminate ? L’esserci o meno quando DAVVERO conta .
        Tra le persone a me più care molte vivono a migliaia di chilometri e le vedo una volta ogni sei mesi se ci dice bene; una di dette persone mi ha prestato dei soldi quando non avevo nemmeno gli occhi per piangere. Lo considero mio fratello e prenderei il primo volo per Madrid se avesse bisogno.
        Si, Natale, sarebbe bello uscire tutti assieme come quando avevamo diciotto anni, erano le prime volte che si prendeva la macchina ed arrivare da Poggiomarino a Napoli sembrava un viaggio a Capo Nord, ma il tempo passa, il mondo è una merda e non ci sono più le mezze stagioni quindi capita che ci si adegui : al lavoro, ad una relazione stabile , alla vita da genitore . Se ti annoi ci sono le conoscenze , quelle mi sembra non ti manchino e nulla vieta che evolvano in amicizie bellissime e profonde ; per quanto riguarda i tuoi amici storici, cerca di essere comprensivo, non stancarti di fare il primo passo , valli a trovare a casa se loro non vogliono uscire : tante volte una spaghettata ed un film di Arnold Schwarzenegger, che ne so “Commando” , sono tutto quello che serve per passare una bella serata .
        https://www.youtube.com/watch?v=-XAz3ot88wc

  2. Caro Natale…senza soldi non si cantano messe.
    Magari i tuoi amici stanno rintanati a casa un po’ per culosaggine e un po’ perché andare fuori (per locali suppongo) ha un suo prezzo.

    Io ho da poco compiuto 32 anni e se penso alla mia vita fino a 5 anni fa mi domando come cavolo facessi.
    Ero una pazza scatenata, ora il mio sabato sera è fatto di letto e nanna alle 22.00 (in lettone con mia figlia).
    …credo sia una cosa fisiologica.
    Si cresce, si “invecchia” e non si ha più voglia di sbattersi in giro.

    Continua così…vedrai che troverai una donna di cui innamorarti e i tuoi amici sono artefici del loro destino.
    Chi è causa del suo male pianga se stesso.

    • Cara Mau,

      mi scuso se non mi sono espresso bene. Quando parlo di uscire o di incontrarsi non parlo necessariamente di sera e non parlo necessariamente di cene o cose costose. Parlo anche di semplici caffè. E come comprenderai non è certo per 90 cents di caffè che una persona si rovina. Né per un’oretta o due passate insieme magari nel fine settimana. Parlo di persone che non hanno una famiglia. Mi rendo conto perfettamente dei sacrifici sia economici che di tempo che un genitore deve affrontare e ne ho grande rispetto. Ma la situazione qui è completamente diversa.
      Per l’invecchiare perdonami ma tuttavia non sono d’accordo. Ho solo un amico che ha figli (due) e pur essendo limitato chiaramente (i pargoli, pur essendo veramente due angeli, son veramente piccoli) negli spostamenti e negli orari cerca quando può di conciliare, lui e la moglie, le proprie uscite con la propria vita sociale.
      Chiaramente la gente cambia e ci mancherebbe, ma ciò non è dipendente dall’invecchiare: quella è una scusa che le persone ripetono a se stessi e agli altri per giustificare il proprio, legittimo, cambiamento. Se però cambi legittimamente che male c’è a dire “prima mi andava adesso no?”. E invece spesso è più politicamente corretto dire “si invecchia”. Allora i vecchietti, stranieri, che vedo spesso per le strade della mia città non dovrebbero viaggiare? O i miei genitori da bambino non dovevano portarmi in pizzeria?
      Ti ringrazio per il tuo commento e per il tuo incoraggiamento, sei stata molti gentile!

      • Per invecchiare è un modo carino per dire che la gente crescendo cambia bisogni e necessità.
        La voglia di fare festa dei 20 non è la stessa dei 30.

        poi il discorso non vale per tutti sia chiaro, però ad esempio se devo andare a mangiare una pizza vado con la mia famiglia. Gli amici li invito a casa mia nei momenti vuoti.
        Non c’è sera che non venga qualcuno a trovarci (soprattutto amici del mio lui).
        Prova ad invitare la gente a casa da te…serata birra, pizza a domicilio e film?

  3. Ciao Natale,
    il problema di cui tu parli è molto comune e moderno. indipendentemente dal fatto che uno cerchi di uscire per desiderio reale o necessità di distrarsi, purtroppo il più delle volte non si trova ciò che si cerca. sono d’accordo con Mau, le possibilità economiche fanno la differenza e anche l’età aggiungerei. ho passato la tua stessa fase e la cosa che ho fatto io invece è pensare che, chi consiglia di reagire dopo un abbandono doveva parlare senza aver mai veramente provato cosa significa. se posso darti un consiglio, non te la prendere per i tuoi amici. non sono nè giusti, nè sbagliati. semplicemente sono quello che sono…e se ti telefonano credi a me è già un gran vantaggio….pensa a chi non riceve nemmeno quello.
    ti consiglio però di raccogliere un po’ di tempo per te stesso, magari anche..perchè no? a piangerti addosso, ad arrabbiarti e a prendere consapevolezza che la tua vita non sarà più quella di prima, nemmeno quella che avevi prima PRIMA che la tua lei ti lasciasse.
    tempo al tempo
    un saluto
    Barbara

    • Ciao Barbara,

      il tuo commento è molto triste. Lo è perché sembra scritto da una persona che ha sofferto molto. Rispetto molto il tuo dolore e la tua opinione ma la vita, nel bene e nel male, non è mai quella prima. E’ in continua evoluzione in meglio ed in peggio, poi di nuovo in meglio ed in peggio e così via. Questa è un tipo di consapevolezza (quella relativa al mutare della vita) che ci deve accompagnare sempre, senza essere né pessimisti né ottimisti.
      Di tempo per me stesso ne ho molto, soprattutto quando torno dall’ufficio. Tuttavia la solitudine ed il silenzio del cuore è qualcosa che non si risolve con la compagnia. Sembra complicato a dirsi ma in realtà è un concetto semplice: si vive la solitudine anche in mezzo agli altri. Di rabbia ne ho tanta fidati soprattutto perché mi sbatto molto per ricostruirmi una vita e non so dove tutto questo mi porterà. Prego mi conduca a qualche successo, non voglio dire di più.

      Ti ringrazio per la tua risposta

      • ciao Natale,
        sì ho avuto i miei periodi bui e sì mi hanno lasciata una profonda tristezza.
        ma vedo che il mondo è storto un po’ per tutti, ciò non mi rincuiora sia chiaro, ma mi fa capire che non è colpa mia se le cose non sono andate nel verso giusto, ma solo perchè è così che doveva andare…..la sofferenza amorosa dilania dentro, annicilisce e lascia molto, molto dolore.
        grazie a te per la risposta