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Inno alla primavera

C’erano mattine in cui mi svegliavo in lacrime. Tristezza. Che qualcuno mi creda : vorrei usare un’altra parola, ma essa è l’unica che in questo momento mi viene in mente.
Dovevo svegliarmi alle 4 e alle 4:01 iniziava il tormento, sapete no, la solita routine del ca**o che prevede lo svegliarsi -> bere il primo caffè della mattina e osservare il sole che nasce fuori dalla finestra mentre ci si affretta per andare a scuola/lavoro.  Finchè un bel giorno, forse perchè ultimamente non mi fermavo più a godere delle piccole cose o dei momenti che ritagliavo per me stessa e la mia quiete, è successo un imprevisto. Come può capitare in una composizione armoniosa, un inno alla primavera, è stato schiacciato troppo forte il tasto sul “DO” e l’egregio spartito ha preso fuoco. Quella nota ha stonato, ha rovinato tutto. Vedete, il “DO” è quella cosa che può succedere per disattenzione o semplicemente per puro caso del destino. Eppure chi magari non conosce bene la consequenza musicale, può anche non farci caso. Quello che voglio dire è che “Lui” è stato quella nota alla quale ho prestato attenzione. Non ho voglia di raccontare quello che mi è successo e neanche specificare la mia giovane età, la quale nonostante meriti la sua meritata considerazione, non ha poi un ruolo così di primaria importanza. Ma stiamo sotto i 22.
La vita, per quanto mi riguarda, è andata sempre nel più assoluto normale dei modi : alti e bassi. Finchè quel “do” l’ha fatta precipitare in una maniera devastante verso giù.
Certe volte  può succedere che i perchè che ci poniamo, non trovino posto a sedere e la nostra mente li assorbisce inconsapevolmente e non ci danno tregua. Ma me lo chiedo spesso sai, perchè, perchè mi hai fatto questo. Non so neanche per certa che cosa provi/provassi. Lui è più grande, sopra i 27, biondo e assolutamente un tipo ordinario. Uno a cui piace parlare e ascoltare. O perlomeno così sembrava. Non mi ha ascoltata quando dopo avermi fatto credere chissà cosa ed essersi dissolto, è ritornato e mi ha fatto prendere fuoco. Non sono una persona sensibile, non mi reputo tale, ma so piangere e lo so fare anche di cuore, mi riesce così maledettamente bene. Quando piango, piange tutta me stessa, sono così vulnerabile, talmente tanto da essere caduta davanti a te e lasciarmi andare. Ho fatto parlare le mie emozioni. Non mi dovevi compatire, se non valeva la stessa cosa per te, avrei capito. Ma qui non si tratta d’amore, bensì di umanità : in quel momento mi sarebbe andato bene  un abbraccio.  Sono anche io una persona razionale ed il cuore è un caro compagno di viaggio che ho perso strada facendo, ma se qualcuno sta male, provo un senso di debolezza interiore. Se avessi pianto tu, il mio cuore non ce l’avrebbe fatta, ma destino vuole che sia io la sciocca illusa e innamorata. E’ la prima volta che ho provato un dolore così lancinante in petto. E’ come lo descrivono nei libri, magari un po più forte e mi auguro che un giorno lo possa provare anche tu. E’ segno che sei vivo. Io sono bene o male sono sopravvissuta.
La cicatrice si sta richiudendo e il tempo è stato clemente nei miei confronti, ha avuto per una volta pietà del mio essere e anzi, si è messo una mano sulla coscienza ed ha bussato alla mia porta con tanto di scuse, in parte.
Diffidate da chi vi dice che prima o poi le persone vengono dimenticate. La mente non cancella niente e nessuno, magari il ricordo sbiadisce un po, ma è presente, sempre ed ovunque.
Vorrei chiudere il post e chiedo venia se sono andata un po fuori rigo o il tutto può sembrare sconnesso, ma oggi è stata una giornata in cui il mio vecchio amico dolore mi è venuto a far visita, per concludere : spente le luci, chiuso il sipario.

da: Joanna

un commento

  1. Ciao Joanna, meriti una risposta degna di tanto e giovane dolore.
    Innanzitutto complimenti, saper scrivere é un arte che tu arrangi molto bene considerato la tua giovane età anche se è un cuore che scrive e deve esser molto sensibile. Per il resto ero ben più giovane di te quando toccai quel DO. Piansi e patii come te ma dopo un anno lo ringraziai e capii quanto era stonato per me e per la mia vita. Conobbi il Sole della mia vita e quel Do non ne era degno, nemmeno di esser l’ultimo sconosciuto pianeta. Quel sole riuscì a farmi dimenticare lui e quel dolore.
    Eravamo in perfetta sintonia di cuori ed emozioni, anime e pensieri.
    Aspettammo 5 anni perché lui stava costruendo un futuro per noi e furono faticosissimi perché avremmo voluto sposarci presto.
    Matrimonio perfetto anche se c’è sempre quel primo gap della convivenza in cui abitudini diverse e anche sogni vengono un po’ infranti.
    Capisci che lui così perfetto non lo é ma non lo sei nemmeno tu ma eravamo sempre un cuore e un’anima e un amore travolgente e bellissimo che ci fece dare alla luce la sua prosecuzione in 3 figli avuti uno dietro l’altro e con gioia.
    Matrimonio felice pur nella diversità di caratteri e sensibilità ma perfetta sintonia ed equilibrio: mai una litigata se non rare discussioni a causa dei suoi o per il lavoro che lo teneva troppo fuori casa.
    Finché arriva quel DO ma dopo 20 anni di matrimonio felice…issimo.
    Lo vedo e lo sento strano, lontano, sentivo c’era qualcosa.
    TUTTO che non andava e che la causa era in un altra donna. Non volevo crederci perciò mi procurai prima prove per quel cuore che già mi gridava che era così e furono prove strazianti.
    A 18 anni credevo che il dolore e la delusione più grossa d’amore fosse quella del mio primo amore NON avrei MAI immaginato che avrei toccato il fondo dopo 20 anni di matrimonio e 3 figli.
    Lui era un altro: NON LO AVEVO MAI CONOSCIUTO. Avevo sposato uno sconosciuto ed ero impazzita di dolore.
    Un dolore talmente inaspettato che ti coglie inaspettato come un pugnale dietro la schiena su cui è scritto “Tradimento”.
    Sei talmente impreparata tanto più dopo una VITA d’amore e AMORE consolidato con tanto di famiglia che stupisci te stessa sovvertendo quello che avevi sempre pensato: “il solo motivo per cui lo lascerei su due piedi é il tradimento, se dovesse tradirmi!”
    Resti basita più da te stessa che da lui e io non lo lasciai.
    Gli gridai in faccia il mio dolore sbattendogli in faccia le vergognose prove e gli imposi una scelta.
    Scelse me e la famiglia ma fu una scelta ibrida perché non chiuse subito la storia come pretesi e come era giusto che fosse. Furono anni terribili di talmente tanto dolore che ogni giorno pensavo e speravo fosse l’ultimo mentre rincorrevo lui e quelle maledette prove e maledette solo perché ogni volta mi facevano vedere un uomo MAI conosciuto perché lui bene o male fosse stato anche solo con telefonate sentiva quella squallida frivola ragazza che poteva essergli figlia. Mi era totalmente scaduto ma NON il mio amore, gratuito, incondizionato e dettato da un cuore che aveva amato SOLO lui tanto che solo a lui donai me stessa la mia verginità e votai la mia vita.
    Sono passati anni lunghi e interminabili fatti di estenuanti controlli finché non ho avuto prove che davvero chiuse la storia… Oggi sono 36 anni che siamo insieme e la nostra famiglia è rimasta nonostante la tempesta unita.
    Quel Do resta ma è quasi una nota stonata. É vero non si dimentica, si può perdonare ma mai dimenticare ma col tempo ridimensioni e capisci tante cose. Realizzi che NESSUNO é perfetto, nemmeno tu.
    Che al Primo posto anche solo del bene tra due amici resta il RISPETTO certo quando riesci ad esser razionale se in un momento di debolezza cadi, per istinto e NON per cattiveria scappi anche da te stesso e dai patti fatti con te stesso, per paura e perché il tuo basso istinto ha lasciato stupito e impreparato anche te che prima di fare i conti con me devi farli con te stesso.
    Con questo non intendo giustificare nessuno primo tra tutti l’uomo della mia vita che proprio per questo non avrebbe dovuto MAI arrivare a tanto ma con gli anni arriva una nuova nota sullo spartito musicale della tua vita: quella nota che da sola ti spinge a fare un accordo musicale e a creare una musica nuova anche per te, é la nota della maturità che stringe la mano alla saggezza.
    Due giorni fa sono uscita con la macchina portando con me il mio secondo nipotino di 5 mesi per farlo dormire cullato dall’auto e scaldato dai raggi solare di una primavera fuori stagione. Bellissima giornata, bellissimo sole e mare e stai bene talmente bene che ti lasci andare a 5 minuti di relax. Poi un botto, il pianto del piccino svegliato di botto dal sonno. Realizzo che avevo tamponato un’auto parcheggiata ma non so come… Ho il vuoto dell’ultimo metro in auto. Colpo di sonno? In quattro e quattro otto vedo che il piccino nel suo seggiolino sta bene e anch’io che non passa nessuno e scappo.
    Scappo per paura, per istinto, per paura di verbali. Pagar danni.
    Realizzo DOPO di essermi comportata da verme e decido di correre ai ripari quando magari l’altro già stava bestemmiando ma un colpo di sonno inaspettato tutti possono averlo e anche una reazione istintiva. Quello che conta è RAVVEDERSI dopo e RIMEDIARE.
    Cosa che lui ha fatto lasciando quella sprovveduta ragazza. Altri hanno abbandonato moglie e figli…
    Ragazza tu sei ancora giovane e bella. Meglio capir PRIMA certe cose e se lui le ha capite prima di te un giorno lo ringrazierai.
    Le pene di cuore meglio averle prima che dopo o durante convivenza, matrimonio o figli perché hanno effetti devastanti anche e soprattutto su questi ultimi. Basta leggere più sotto le storie di figli traditi da genitori che credevano fossero loro per sempre e di buon esempio. Io stessa sono figlia di un traditore seriale e per questo il successivo tradimento poi di mio marito che sapeva quanto avevo sofferto per mio padre e che sognavo un amore PULITO mi ha distrutta ma sono ancora VIVA come vivo é il nostro amore e la nostra famiglia allietata da due nipotini.
    Quello che voglio dirti é di gridare pure il tuo dolore ma non odiare lui é stato onesto se ti ha lasciata… Non è una colpa scoprire di non amare più l’altro. Lo é invece tradirlo prima questo si ma non mi sembra di leggere tra le righe questo.
    Troverai anche tu il tuo grande amore. Sei giovanissima e hai ancora una vita davanti. Quello che devi realizzare é che comunque sia non devi mai mettere sul piedistallo nessuno perché tutti possiamo sbagliare.
    L’importante è rimediare perché il Vero amore non ha scuse. Chi ama RESTA e chi sarà al tuo fianco nonostante la tempesta anche se non è perfetto stai tranquilla che ti ama.
    Ricorda NON FINISCE MAI CIÒ CHE ERA, finisce solo ciò che non era e se a te é finita ora sei stata fortunata. Ti auguro ogni bene e soprattutto la nota giusta: quella del Grande vero amore anche se poi con gli anni non si rivelerà perfetto!

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