Home / SOFFRIRE PER AMORE / Il vuoto che sento è l’amor proprio che forse ho tardato a coltivare

Il vuoto che sento è l’amor proprio che forse ho tardato a coltivare

Ciao a tutti. Vorrei raccontarvi della  storia che ho concluso a Settembre.
Sei anni di convivenza a casa mia. Lei una ragazza molto “adeguata” e carina con tutti, gentile, attenta e puntuale, la classica amica con cui confidarsi (quella che ascolta tutto ma…..che non dice nulla di se); in casa, con me, chiusa, indecisa, paurosa e  passiva…..poco, davvero poco attenta. Ad ogni clamorosa “disattenzione” risponde giustificandosi, facendo leva sulla mia naturale tendenza ad interpretare, capire, osservare per riportare tutto a suoi problemi, blocchi che non riesce a superare ma che dice di voler sciogliere per riuscire a star con me. Dice di amarmi profondamente.
In tutti questi anni ci credo, incasso le sue piccole bugie, contraddizioni, mancanze ma cerco di parlare e capire; lei si sente giudicata e comincia a proteggersi.
Due anni fa le spiego che le cose stanno naufragando; io sento e vedo delle mancanze importanti e che non posso più tollerare, quindi o questa situazione si risolve assieme, oppure la storia finirà da se. Lei dice di amarmi, sempre, continua a darlo per scontato.
Andiamo avanti, i problemi rimangono, io cerco di capire sempre più a fondo le ragioni complesse che la spingono a comportarsi così, lei si sente sempre più giudicata dalle mie interpretazioni. Un anno fa arrivo ai ferri corti; le spiego che se le mie interpretazioni le tolgono fiducia nel nostro rapporto allora lei dovrebbe aiutarmi a non arrivare nelle condizioni di farle; ho il diritto di poter vedere gesti d affetto che non richiedano spiegazioni, gesti puliti, sinceri e che non abbiano bisogno di alcuno “sforzo”, sia da parte mia che sua, quei gesti che da troppo tempo mi mancano. Lei dice di capire il mio bisogno, di essere molto triste nel dover riconoscere di non essere capace di starmi vicino; detto ciò, si siede, poltrisce, fino a spingermi a dover decidere…..e decido che è meglio separarsi. Torna a casa sua, ci continuiamo a vedere per un pò; vengo a sapere che alle sue amiche racconta un’altra verità, così come alla sua famiglia; vengo a sapere che con me si dipinge disperata, sconvolta, incapace di reagire……mentre in realtà si sta già guardando attorno.
La metto di fronte alle sue disonestà…..e si arrampica sugli specchi, negando l’evidenza come un bambino scoperto con le mani nella marmellata…..chiudo tutto e non la vedo ne sento più, dicendole che non posso tollerare la disonestà. Lei non si fa più sentire.
Ad oggi, dopo due mesi di frustrazione, rabbia, delusione, mi viene alla mente che per sei anni la mia vita è stata con lei e la cosa che più mi manca è l’amore che le davo………so che arriverà il giorno in cui tornerò a darmi la possibilità di volerle bene, ora viceversa, mi sento come se mi avesse lasciato lei….e mi faccio abbastanza pena quando mi vedo lì a controllare il cellulare o la mail per vedere se mi ha cercato…..
Certo il vuoto che sento è l’amor proprio che forse ho tardato a coltivare; per troppo tempo ho chiesto a lei di rispettare i miei bisogni, che io per primo non difendevo.
Certo ho speso troppo tempo a giustificarla per la paura di perdere tutto il progetto al quale “stavamo” lavorando…..certamente penso sia giusto così, era davvero inevitabile; ma oltre quello che è certo, evidente, oltre a tutto ciò che è già stato scritto e detto, oltre al fatto che dovrei “comportarmi” come se mi fossi liberato di un peso, c’è tutto l’amore che mi è girato in corpo per anni e che rimane e rimarrà suo…..
E non parlo dell’amore della vita, dell’innamoramento che ti acceca, non parlo dell’amore che ti fa dire che lei è l’unica donna (so bene che non è così); parlo dell’amore fatto di tutti quei gesti semplici, quotidiani, che rinnovano la scelta di concepirsi in due invece che da soli; è un amore più semplice, meno clamoroso, ma forse più profondo e certamente radicato nel mio modo di concepirmi..
Volevo condividere…..
Ciao e grazie a tutti coloro che vorranno esprimere la loro opinione.

da: Stefano

12 Commenti

  1. L’unica osa che non puoi rimproverargli è che sia cambiata con il tempo. Lei è stata sempre la stessa, mentre tu giustamente ti saresti aspettato che l’amore ad un certo punto decollasse.
    Credo che molte persone siano come lei. Molte persone crescono all’interno di una coppia avvicinandosi sempre di più hai gusti del partner, altre invece acquistano una sicurezza che le allontana dal partner, come se ad un certo punto il loro ruolo è terminato e loro hanno bisogno di altro.
    Non puoi rimproverarti nulla, ci hai creduto in questo amore, ci hai investito moltissimo, di più non potevi fare. Sta sicuro che di certo se ne renderà conto anche lei, forse non subito, ma arriverà questo tempo.

  2. piccolomondoinpoesia

    Caro ragazzo, se la farfalla che si posa sulle tue spalle non apre le sue ali ,non ti solletica, non attrae la tua attenzione con lievi carezze, allora è una farfalla morta che porti sulle spalle, spolvera la tua spalla e falla cadere, ti sentirai finalmente libero di guardare in altri giardini e presto troverai quella della tua vita. Auguri!

  3. credo volesse essere lasciata. Hai mai sentito che esistono persone che non sanno lasciare ma preferiscono lasciare all’altro l’onere?
    Ecco..lei ha portato la vostra storia a un punto che non era possibile per te proseguire. L’hai lasciata e lei ha potuto ricominciare a sognare con altri..che forse nel frattempo ha conosciuto. Ricorda che una donna che non è innamorata non è cieca nè fedele.
    Non aver dispiacere per lei…è stata una mezza calzetta per un comportamento simile. Sembra un comportamento tipicamente maschile il suo.
    Eh si…le donne alla fine stanno imparando dagli uomini..per proiettarsi verso il peggio.

  4. Vi ringrazio…..ora come ora il mio problema non è capire se troverò altro, non mi interessa.Vorrei solo farmi una ragione di come sono andate le cose, riuscire a non pensare più a tutto l’amore che è stato sprecato, riuscire, finalmente, a darmene per arrivare a non chiederne più e a scegliere le persone per quanto vicine siano al mio modo di amare e non per quanto siano in grado di colmarlo.
    Si, lei non è mai cambiata, ma io ho creduto nel suo amore decisamente troppo, troppo più di quanto lei decidesse di fare….

  5. Per Paola.
    Grazie…però, come vedi, io sono un uomo.
    Forse, più che un comportamento da “maschi” ha avuto un comportamento pavido, vile e questo deve fare la differenza non tra i sessi ma tra le persone…..
    Negli ultimi mesi le dicevo proprio questo, avevo capito che non aveva il coraggio di prendere una decisione, avevo capito che voleva altro, le chiedevo solamente di aiutarmi a non distruggere tutto, anche l’amore che avevo nei suoi confronti.
    Le avevo detto che era libera di fare ciò che voleva, che il mio amore non poteva che dimostrarsi in questo, che avevo solo bisogno di capire e di essere aiutato……..lei certamente mi ha esasperato ma poi, una volta tornata a casa sua, avrebbe potuto fare quello che voleva, invece è tornata a cercarmi chiedendomi di darci un’altra possibilità.
    Le dicevo di essere sempre stato lì ad aspettare che la possibilità se la desse lei e che non avrei dovuto essere io a credere in nulla……poi, una volta scoperti i piccoli inganni e le bugie, pur dicendole che già li conoscevo (non sono esattamente il tipo di uomo sprovveduto e sciocco), non ho saputo reggere a lei che, con fare distaccato, mi diceva: “beh, mi hai scoperta, allora? Non c’è nulla di male”…..e vai a farle capire che se non c’era nulla di male allora perchè nascondere…….lì ho deciso di finirla, ho deciso che non avrei più dovuto cercarla…….e lo ha fatto, subito, anche lei.
    Certamente il suo amore era molto infantile e superficiale, seppur magari lei lo sentisse come potente e profondo; io però ho smesso di crederlo possibile.
    Ora il punto è che, per quanto io comprenda e capisca l’evidenza delle cose, mi ritrovo a comportarmi come uno che è stato abbandonato….e me ne vergogno, sentendomi in colpa.

  6. Stefano, l’amore non è mai sprecato credo.
    Ogni qualvolta ci si innamora di qualcuno penso si produca in noi un miracolo assoluto. Ogni amore ci dona qualche cosa, fosse anche solo la consapevolezza in concreto di sentire che siamo capaci di dare e sentire le nostre antenne raccogliere un sacco di segnali, anche quelli che prima non sapevamo nemmeno esistessero.
    L’amore è dono anche quando lascia a piedi, perchè alla fine cresciamo con i suoi insegnamenti mai banali e mai ripetitivi.
    Dicevo uomini…ci sono anche quelli come te, piacevolissimi da leggere e da immaginare…la cui qualità e sensibilità vale ildoppio.
    Auguri.

  7. E quando l’amore finisce cosa insegna? cosa ha insegnato a colui che decide di lasciare il partner?

    Me lo chiedo spesso.

  8. Forse mi ha insegnato che non è mai giusto chiedere all’altro di osare laddove, per paura di perderlo, non osiamo neanche noi, finendo così a costruire una prigione piena di dipendenza reciproca e di timori, più che una casa piena d’amore.
    Io, seppur legittimamente, chiedevo alla mia compagna di fare un salto di qualità; non volevo che la nostra storia diventasse la banale ripetizione di abitudini; avrei dovuto finirla prima, era a me che la cosa non andava bene, era dentro di me che sentivo che l’amore era qualcosa di più profondo ed arioso.
    Ho capito certamente che con troppa scioltezza le responsabilità della mia compagna si adattavano perfettamente ad un gioco pericoloso: studiavo e cercavo di sconfiggere le sue difficoltà per non occuparmi delle mie, anche se le mie difficoltà erano tutte legate alla paura di perderla.
    Per fortuna non ho rimpianti, anche perché comunque, nei miei errori, ho investito tutta l’energia che avevo per cercare di salvare e di riqualificare il rapporto…..ed ho imparato, purtroppo, che per quanto tu possa amare una persona e desiderare un rapporto sincero ed in movimento con lei…….si è sempre in due…..e se l’altro vuole cose diverse bisogna salvare il bello e portarselo con sé…….da un’altra parte…….

  9. In parole povere stai ammettendo a te stesso di non averla mai amata veramente.
    Che brutto.

  10. Non credo sia così, anche se l’ho pensato e guardando al dolore che mi è rimasto preferirei.
    Credo che ad amare si impara, anche dalle storie che finiscono. Arriverò ad amare forse in modo più profondo ma, per quello che sono riuscito a fare, credo proprio di aver amato con tutto me stesso.
    Di persone che si amano davvero ne ho conosciute pochissime, ancor meno quelle che sanno amarne un’altra……diciamo che quello che trovo sono persone che cercano di amare come possono, sia se stesse che l’altro. Tra queste ci sono anche io. E’ per questa ragione che storie importanti dove ci si innamora sinceramente, poi magari finiscono; l’innamoramento accede al sentimento dell’amore ed è a questo punto che la differenza di stato tra le due persone segna la possibilità di imparare assieme o di stopparsi.
    Io ho voluto credere che il mio modo di amare potesse crescere, assieme a lei ed assieme al suo…..ma non è stato così.
    Ho sentito la necessità profonda di muovermi, di rendere ancora più potente una relazione che, viceversa, si stava spegnendo; mi sono accorto però che quello che per me era uno spegnersi, per lei era una “forma” possibile.
    Forse hai ragione tu, non lo so, mi piacerebbe che spiegassi meglio cosa intendi, ma per farti capire, credo che nella mia vita io abbia sempre sinceramente ed ingenuamente cercato il meglio per me; oggi sicuramente lo so fare e me lo so dare più di ieri, ma non credo di non essermi mai “amato veramente”, credo di averlo fatto come potevo e con la speranza di farlo sempre meglio. Con lei non avrei potuto fare che la stessa cosa, non penso che chi non sa dare amore a se stesso lo sappia fare con qualcun’altro.
    Gli amori e le storie, appunto, ci insegnano quanto davvero siamo in grado di amare e come intendiamo l’amore…….e soprattutto quanto siamo disposti a rischiare per difenderlo, anche quando per far questo bisogna decidere di allontanarsi da una persona.
    Io ho deciso di non sentirla ne vederla più perché non potevo accettare quello che stavamo facendo assieme, ma ti assicuro che avrei davvero voluto altro.
    E mi tengo il mio voler amare, distribuendolo nella vita di tutti i giorni e soprattutto, nuovamente, a me stesso.

  11. Scusami, ti avevo frainteso.
    Ora ho capito meglio il tuo stato d’animo e conosco benissimo quello di cui stai parlando perchè ci sono passato anche io.
    L’unica risposta a tutto questo è: amore.
    Ma esiste ancora questo amore? Se gia tra i meno giovani è ormai diffusa questa superficialità nei rapporti sentimentali, le generazioni più recenti allora sanno che cosa è l’amore, inteso come stima, rispetto e affetto verso gli altri, mi chiedo?
    Il problema è che secondo me attualmente nella nostra società stiamo perdendo sempre più di vista l’amore, anche inteso come amore per il prossimo, per i propri cari, per le persone che ci amano. Rispetto.
    Oggi conta solo l’individualismo. Contano solo le sensazioni superficiali e temporanee, con una data di scadenza. Che si traducono in egoismo, opportunismo, chiaramente. Difatti non so dove andremo a finire di questo passo, in questa epoca di rapporti sociali fondati sul burro.

  12. Si, penso anche io le cose che dici. Le ho vissute anche e purtroppo come la condizione agghiacciante alla quale era arrivata la mia storia, d’amore appunto.
    Penso anche che l’unica soluzione sia smetterla di porsi come quelli che sanno amare, seppur la sensibilità di cui alcune persone dispongono le convinca di saperlo fare, guardare a ciò che frena noi ed accettare di dover imparare ad amare ancor più profondamente. L’amore convince, scalda, appassiona, ferisce e brucia e forse siamo noi i primi che, di fronte a tutti questi “NO”, ci arrendiamo a viverlo come un sentimento finito.
    Pensavo che tutto il mio amore fosse per lei; mi rendo conto che l’amore è un sentimento che non ha una “quantità”, è un modo di vivere; più ne dai più ci vivi dentro e questo sentimento cresce. Nella mia storia ho spesso pensato che il fatto che non fosse corrisposto mi chiamasse a darne di più; ci ho provato ma così facendo ho trattato il mio amore come se avesse un proprietario, un unico indirizzo, un’unica custode che dovesse proteggerlo e conservarlo, restituendomelo. Non è così; io ho trattato il mio amore come qualcosa di finito ed ho sbagliato; oggi lo vivo come una scelta possibile, innanzitutto per me, accettandone le conseguenze. E le conseguenze, come dici bene tu, sono una solitudine nuova, distanza dalle troppe persone che non intendono questo discorso, lontananza da chi sceglie la paura come guida spirituale, senza accorgersene, della vita; tra le conseguenze che avverto c’è un dolore che non ha quasi una forma, una ragione, ma che coincide esattamente con la consapevolezza di vivere in un mondo dove sull’amore è costruito ben poco. Ma ho deciso lo stesso di amare, da lontano, da vicino dove mi è possibile, ma tutte le volte che riesco. Amo tutte le persone alle quali sono o sono stato legato, accettando che in questa condizione esse non vogliano vivere, accettando che facciano “uso” di quello che sono e cercando di vivere ogni mio giorno come una preziosa occasione di scegliere cosa inseguire, senza che la paura o il dolore mi facciano da guida. Spesso faccio fatica a non sentirmi solo, sminuito, incompreso, ma non faccio nessuna fatica a riconoscere che, quando amo, sto bene, sinceramente ed in modo onesto con me stesso; e allora, anche se è dura, continuo, perché questo è il modo più pulito e sensato con cui vivere la mia vita.
    Ti riporto un pezzo di un film “A single man” che penso spieghi meglio di me cosa intendo:
    ” Nella vita ho avuto momenti di assoluta chiarezza, quando per pochi, brevi secondi il silenzio soffoca il rumore. E provo un’emozione, invece di pensare. E le cose sembrano così nitide……ed il mondo sembra così……nuovo.
    E’ come se tutto fosse appena iniziato.
    Non riesco a far durare quei momenti, io mi ci aggrappo, ma come tutto, svaniscono.
    Ho vissuto la vita per quei momenti, mi riportano al presente…….e mi rendo conto che tutto, tutto è esattamente come deve essere……”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *